Grano, mais e riso in rialzo insieme: cosa cambia per gli acquisti B2B

I prezzi internazionali di grano, mais e riso sono aumentati contemporaneamente, riducendo le possibilità di compensare i rincari attraverso una semplice sostituzione tra commodity. Problemi logistici nel Mar Nero, incertezza climatica, minore disponibilità esportabile e costi energetici stanno modificando le strategie di acquisto. Per i buyer B2B diventa essenziale valutare costo complessivo consegnato, origine, disponibilità e affidabilità della spedizione, adottando programmi di approvvigionamento più diversificati e flessibili.

Il mercato internazionale dei cereali sta attraversando una fase in cui diversi prodotti si muovono contemporaneamente al rialzo. Per importatori, distributori e industrie alimentari, questo scenario richiede un approccio diverso rispetto a una normale oscillazione limitata a una singola commodity.

Secondo i dati pubblicati dalla FAO a ottobre 2026, l’indice internazionale dei prezzi dei cereali è aumentato del 5,1% rispetto ad agosto e del 17,2% rispetto a settembre 2025. Nello stesso periodo, le quotazioni mondiali del grano sono cresciute del 6,3%, quelle del mais del 5,6% e l’indice del riso dell’1,4%.

La particolarità non riguarda quindi soltanto l’intensità del movimento, ma la sua ampiezza. Quando grano, mais e riso aumentano insieme, per i buyer diventa più difficile compensare il rincaro di un prodotto ricorrendo rapidamente a un’alternativa.

Perché il grano sta aumentando

Il grano continua a risentire delle difficoltà logistiche nell’area del Mar Nero. Russia e Ucraina rappresentano due origini fondamentali per il commercio internazionale e le limitazioni portuali, i rischi per la navigazione e la minore regolarità delle spedizioni stanno riducendo la disponibilità realmente accessibile sul mercato.

A questo si aggiungono condizioni climatiche più secche in alcune aree del Nord America, che alimentano l’incertezza sulle prossime semine e sulle future rese.

In questo contesto, un prezzo competitivo all’origine non garantisce necessariamente un costo finale conveniente. Trasporto terrestre, assicurazione, tempi di attesa, deviazioni e supplementi possono incidere in modo significativo sul valore effettivo della fornitura.

Mais: rese, disponibilità esportabile ed energia

Il rialzo del mais dipende da una combinazione di fattori. Le preoccupazioni sulle rese statunitensi si sommano alla minore disponibilità esportabile del Brasile e alle difficoltà che continuano a interessare i flussi del Mar Nero.

Il mais è inoltre particolarmente sensibile all’andamento dei mercati energetici, perché viene utilizzato anche nella produzione di biocarburanti. Le tensioni sul petrolio e sui principali corridoi marittimi possono quindi influire sia sulla domanda industriale sia sui costi logistici.

Per le imprese che acquistano mais destinato all’industria alimentare o mangimistica, diventa importante verificare non soltanto il prezzo, ma anche l’origine, il raccolto, le specifiche qualitative e la reale finestra di consegna.

Riso: aumento più contenuto, ma rischio differenziato

Il riso ha registrato un aumento inferiore rispetto a grano e mais, ma il segnale resta rilevante. Le preoccupazioni climatiche e una disponibilità stagionalmente più contenuta hanno sostenuto soprattutto le quotazioni delle varietà Indica.

Il mercato non presenta lo stesso livello di rischio per tutte le categorie. Basmati, riso non basmati, riso parboiled e varietà a chicco lungo rispondono a dinamiche differenti in termini di origine, domanda, scorte e costi di lavorazione.

Per questo motivo, l’aumento dell’indice generale non deve essere trasferito automaticamente a ogni specifica. I buyer dovrebbero richiedere quotazioni dettagliate per varietà, percentuale di rotture, umidità, raccolto, origine e disponibilità effettiva.

La sostituzione tra cereali diventa più complessa

Quando aumenta il prezzo di una singola commodity, le aziende possono valutare formule, origini o prodotti alternativi. Se più cereali si muovono contemporaneamente al rialzo, questa possibilità si riduce.

La sostituzione può inoltre essere limitata da:

  • caratteristiche tecniche e nutrizionali;
  • processi produttivi già definiti;
  • requisiti dei clienti finali;
  • etichettatura e autorizzazioni;
  • disponibilità della qualità richiesta;
  • differenze nei tempi di consegna.

La decisione non può quindi basarsi unicamente sul confronto tra prezzi nominali. Deve considerare anche i costi industriali e commerciali necessari per adottare un’alternativa.

Dal prezzo FOB al costo complessivo consegnato

In un mercato volatile, il prezzo FOB rappresenta soltanto il punto di partenza. Per valutare correttamente un’offerta è necessario includere:

  • trasporto marittimo o terrestre;
  • assicurazione;
  • movimentazione portuale;
  • dazi ed eventuali supplementi;
  • cambio valutario;
  • costi finanziari;
  • tempi di transito;
  • rischio di ritardi o deviazioni.

Un’offerta apparentemente più economica può risultare meno conveniente se presenta una finestra di spedizione incerta o una maggiore esposizione logistica.

Come possono proteggersi i buyer

La strategia di approvvigionamento dovrebbe diventare più flessibile. Tra le azioni da considerare:

  • suddividere gli acquisti in più tranche;
  • confrontare almeno due origini;
  • utilizzare quotazioni con validità definita;
  • verificare la disponibilità prima di confermare il prezzo;
  • separare il costo della commodity dal nolo;
  • inserire clausole per cambiamenti normativi o logistici;
  • mantenere un’alternativa per prodotto, origine o packaging.

Diversificare non significa necessariamente sostituire un fornitore consolidato. Significa evitare che una singola origine o finestra di spedizione concentri tutto il rischio.

Continuità e affidabilità diventano decisive

Il rialzo contemporaneo di grano, mais e riso dimostra che il mercato non può essere letto soltanto attraverso le quotazioni. Disponibilità, logistica e affidabilità contrattuale stanno diventando elementi centrali della decisione d’acquisto.

SAG Pulses supporta buyer, distributori e industrie alimentari nella selezione di cereali e altre commodity agricole, confrontando origini, specifiche, soluzioni di packaging e condizioni logistiche per costruire programmi di fornitura più flessibili e affidabili.

Fonte principale: FAO Food Price Index, settembre 2026.

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